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23 Dicembre 2022

Ridiamo umanità al Natale!

Viviamo un tempo di cambiamento epocale, una crisi di sistema, antropologica, dove si stanno ridisegnando gli assetti geopolitici, economici, filosofici.  C’è una crisi del pensiero, della produzione culturale, viviamo in una società in cui si è sviluppata la tecnologia, corre la parte tecnica, l’intelligenza artificiale, la robotica, a scapito delle materie umanistiche, la filosofia, il pensiero, la parte spirituale dell'uomo, in una parola: dell’Umanesimo.

Questa crisi del pensiero si manifesta nella società, nel campo politico, dove mancano visioni ampie, che disegnano modelli alternativi di vivere insieme, dove si affrontano i problemi sempre a valle mai alla fonte. A livello economico ed ecologico dove si allontana sempre di più la giustizia, una ridistribuzione equa delle ricchezze, che dia opportunità e sviluppo a tutti e a ciascuno. Crisi che produce esodi di popoli in cerca di futuro e di vita, che fuggono da guerre, povertà, carestie.  

Il Natale ci chiama a fermarci, ad abitare il silenzio per ridare spessore alle parole e alle azioni, per rimettere al centro del pensiero e dell'agire l’uomo. Nella sua unità di spirito, anima e corpo, nella sua concretezza che si dipana nello spazio e nel tempo. L’uomo di cui la politica, l’economia, la finanza devono essere a servizio, per migliorarne la vita personale e sociale, L’uomo con i suoi punti di forza e fragilità, che vive in un corpo che ne narra la vita, ne porta i segni e ne svela i bisogni ed i sogni.

Mettere l’uomo al centro chiama tutti e ciascuno a combattere la cultura dello scarto che si nutre di indifferenza ed egoismo, di deleghe ed ignavia, riscoprire il mondo come Betlemme ( בֵּיִת לֶחֶם Bet Lechem: casa del pane) ovvero luogo dove tutti siedano a mensa con pieno diritto, dignità e opportunità di vita. Saldare il cielo con la terra, la fede con la storia, il Vangelo con il giornale.

Il Natale ci chiede più coraggio, nel senso etimologico del termine, cioè più cuore, più passione, più impegno per la vita, per la giustizia, per una politica del bene comune, rimettendo l’economia fra l’etica e l’ecologia, con la consapevolezza che più diventiamo umani, più ci manifestiamo divini.

p. Claudio, Eremita di Cerbaiolo. Oblato Camaldolese

(immagine: Bansky - "Toxic Virgin Mary", stencil su muro, 2004)
21 Dicembre 2022

L’attesa

In questa manciata di giorni che mancano al Natale, siamo invitati a ritornare alla vita nuda, a fare tacere le parole, le azioni, le forme, i pensieri che rendono frenetici e distraenti i giorni.

Siamo chiamati ad ascoltare il silenzio della vita, quell'essenza e quello sfondo quello spazio che dà luogo alle attività del vivere. Cogliere il Principio, il Silenzio che è grembo, da cui tutto ha avuto origine, per risentire nel profondo il miracolo eternamente originale del nascere umano e risentire quel grido della vita, che ci ha accesi al mondo.

Recuperare l’ascolto attento e consapevole che ci fa appoggiare la Parola all' orecchio e dare tempo ad essa di entrarci dentro e fecondarci trasformandoci modificando nel tempo la nostra vita, cambiandone le priorità, i tempi, i gusti, gli interessi, i discorsi, le azioni, proprio come ad ogni donna presa dal mistero della vita che le vive dentro.

Ritornare alla vita nuda, stupendo il mondo proprio come il Dio bambino con il " trucco" della semplicità.

Buona attesa. il Signore è vicino!

p. Claudio Marcello Ciccillo, Oblato camaldolese …eremita di Cerbaiolo

18 Dicembre 2022

18 Dicembre , IV di Avvento

Il Vangelo di Matteo scritto per una comunità giudeo-cristiana, per questo pieno di riferimenti al vecchio testamento e alla cultura ebraica, oggi esordisce con il termine origine della nascita che richiama l'incipit del libro della Genesi.
בראשית / Bereshit / IN PRINCIPIO, perché il Natale alle porte deve farci aprire al nuovo che viene a dare collocazione nell' umanità al sogno di Dio che si fa presente nella persona di יְהוֹשֻׁעַ/ Yeshua /GESU'.
Il tempo esige un cambiamento di non aver paura della vita del sogno che non va sempre razionalizzato ma vissuto proprio come Giuseppe che non ha cercato di capire ma ha dato credito all'amore…
I Luoghi dello Spirito
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